Quando ho saputo che nel mese di maggio ci sarebbero state delle celebrazioni per l'anniversario della
fondazione del liceo, mi sono rallegrata all'idea di poter partecipare. Ma, ahimè, nel frattempo mi sono rotta un femore
e sicuramente in quei giorni sarò ancora in riabilitazione.Il mio amatìssimo ex-allievo Claudio Pietra, che è venuto a
trovarmi, mi ha spronato a scrivere almeno due righe di saluto. Mi ha anche portato da leggere lo scritto di Marina
Morpurgo che ricorda i diabolici "tombolini" e anch'io ci ho riso su. Grazie del ricordo. Dunque eccomi all'opera.
Ho
passato al Beccaria gli ultimi 25 anni d'insegnamento (dal 1952 al 1977). Gli studenti erano per me un po' come i figli
che non avevo. Mi interessavano tutti, bravi e meno bravi, ne ricordo ancora tanti e di molti conosco coniugi e figli e
di questo sono estremamente grata. Al liceo ho passato giornate intere per anni, perché dopo le ore d'insegnamento
riordinavo l'immenso materiale didattico risalente all'epoca di Maria Teresa e dimenticato da decine e decine di anni.
Bisognava pulire, riorganizzare e ricatalogare ogni pezzo, un lavoro enorme in cui mi hanno aiutato molti studenti
volontari. Spesso rimanevo pomeriggi interi. Una volta ci rimasi fino a mezzanotte, ancora nella vecchia sede di Piazza
Sant'Alessandro, perché il custode mi dimenticò e chiuse il portone andando all'osteria. Era con me un appassionato e
ottimo conoscitore di minerali che mi stava aiutando. Cercammo invano di uscire, ma purtroppo non avevamo accesso a
nessun telefono (oh, i telefonini di oggi!). Ci volle del bello e del buono per svegliare la figlia del custode che
infine ci liberò dalla prigionia. E non fu tutto, completata la sistemazione a Piazza Sant'Alessandro, dovetti
organizzare il trasloco di migliaia e migliaia di pezzi e riordinarli nella nuova sede.
Spero che il Beccaria
continui per secoli ad educare altre generazioni alla libertà di pensiero e ai rispetto per gli altri.
Auguro a tutti una simpatica e allegra riunione con i miei più cordiali saluti.
Silvana Angeletti
Milano, 10/5/03